La storia

In un mondo in continuo cambiamento dove ai giovani vengono offerti sempre nuovi stimoli e motivi di interesse e a tutti è possibile avvicinarsi a qualsiasi disciplina sportiva, l’attrazione per il cavallo non solo non è diminuita, ma è addirittura aumentata. Questo fenomeno si è reso evidente fin dalla metà degli anni ’50 quando l’equitazione ha cessato di essere un privilegio riservato ai militari e a persone facoltose.
Un cavallo che galoppa nella natura è un simbolo di energia e vitalità, è l’espressione del nostro bisogno di libertà, di bellezza, di armonia con il mondo. Il cavallo dovrebbe sempre rimanere quello che è per i bambini, cioè un essere vivente che fa parte della natura.
La storia ci insegna che fin dai tempi antichi il cavallo è stato utilizzato nel lavoro, nelle guerre (vedi ceramiche artistiche ai tempi degli egizi-greci-romani). Nel 124 a.c. Asclepiade di Frusa prescriveva l’equitazione per curare l’epilessia. Nel 1600 gli arabi consigliavano l’attività equestre per curare i disturbi circolatori. Nel XVIII il cavallo veniva utilizzato nei circhi. Nell’ottocento il cavallo era utilizzato nei rodei-cowboy per attività di divertimento. Nel primo 900 si montava il cavallo per la caccia (attività sportive).
Nel 1930 nei paesi scandinavi si avvia l’ippoterapia e nel 1976 nasce in Italia l’ippoterapia. Levinson (1961) riferisce di curare con l’aiuto dell’animale e così nasce la PET THERAPY. Se l’OMS descrive i concetti di menomazione, disabilità e handicap come fattori limitanti alla qualità della vita di un individuo in rapporto alle limitazioni in attività sociali e lavorative e in termini di svantaggio sociale, la riabilitazione in genere mira a massimizzare l’indipendenza funzionale attraverso la stabilizzazione della funzione, la riduzione della disabilità e la prevenzione di complicanze secondarie, attraverso un processo educativo che incoraggia l’indipendenza dell’individuo (Thompson).
L’ippoterapia è una tecnica semplice, che utilizza il  cavallo; grazie al movimento tridimensionale dello stesso, si è potuto intervenire nel migliorare soggetti disabili sia sul piano fisico (esiti di PCI,ritardo psicomotorio) sia sul piano psichico (autismo, disturbi pervasivi dello sviluppo, disturbi comportamentali e di tipo affettivo-relazionale).
Negli ultimi 30 anni, in Italia grazie alla metodologia della Dott.ssa Citterio (ANIRE) la terapia con il mezzo cavallo ha avuto un grosso impulso nel recupero della disabilità, migliorando la qualità della vita dei soggetti in senso di benessere e di integrazione. Grazie all’intervento globale e a questo approccio riabilitativo con TMC (terapia mezzo cavallo) si ha possibilità di progettare l’autonomia, definire i deficit funzionali del soggetto disabile e programmare dei piani riabilitativi specifici. L’ippoterapia è una terapia riabilitativa non alternativa, ma inserita in un progetto riabilitativo dell’individuo, come intervento globale, singolo o di appoggio alla terapia tradizionale (fisioterapia, psicomotricità, logopedia, psicoterapia).

5 x MILLE

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L'ANMIC ha il compito di rappresentare e tutelare gli interessi morali ed economici degli invalidi civili.

L'Ass. I GIRASOLI ONLUS è partner della sede provinciale di Trapani. I nostri Soci possono conoscere e avvalersi dei servizi offerti collegandosi al sito ANMIC, cliccando qui. 

 

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